Il freddo è arrivato e finalmente possiamo tornare a mangiare il cioccolato: la conosci la storia del gianduiotto piemontese?
Quando andiamo a Napoli assaggiamo pizza, sfogliatelle e pastiera. Se andiamo a Roma ci deliziamo con carbonara, amatriciana e gricia. Se poi ci spingiamo fino a Palermo possiamo godere di cannoli, cassate e arancini.
E se invece ci spostassimo verso nord? In Italia ogni regione, ogni città, ogni comune e ogni casa privata, a dirla tutta, ha le sue tradizioni culinarie altamente radicate. Prendiamo ad esempio il Piemonte e più nello specifico Torino.
In questa regione il cioccolato la fa da padrone, tant’è vero che uno dei dolci tipici del periodo natalizio è il bonet, un goloso budino a base di cacao, caramello e amaretti. A essere più comunemente noto, però, è il cioccolato alla nocciola: cioè la gianduia.
Gianduia, poi, chiama gianduiotto: il cioccolatino tipico torinese a forma di lingotto d’oro. Ma la conoscete la storia di questo cioccolatino? A Torino sono nati i primi cioccolatini della storia italiana, dopo che i Savoia avevano portato in città il cioccolato durante l’800.
Al 1806 risale infatti la miscela che poi avrebbe dato i natali al gianduiotto: quella di cioccolato e pasta di nocciole, più semplicemente nota come gianduia. Dopo decenni di produzione di cioccolatini, la prima azienda a incartarne singolarmente uno fu Caffarel, che durante il carnevale del 1865 produsse per la prima volta i gianduiotti che oggi tutti conosciamo e amiamo.
Il loro nome, però, ha una storia ancora più interessante. Il gianduiotto prende infatti il suo nome dalla maschera carnascialesca di Gianduja, che proprio durante quel carnevale distribuì i cioccolatini alla gente nelle piazze. Da allora il cioccolatino non ha più cambiato il suo nome, né la sua composizione o il suo aspetto.
Ad oggi a Torino si può gustare la gianduia in tutte le sue forme: da quella a lingotto a quella liquida e calda (avete mai assaggiato il golosissimo bicerin?). E se non doveste essere amanti di questi due prodotti, niente paura, perché a Torino si trova anche un altro tipo di cioccolatino molto famoso: il cremino. Il cremino fu inventato nel 1858 da Ferdinando Baratti ed Edoardo Milano.
Si caratterizza per la sua forma quadrata e per i 3 strati che lo compongono, gianduia e caffè. Il cremino è particolarmente scioglievole e si riconosce per il suo incarto color blu. Questo packaging risale infatti al 1911, quando la FIAT lo scelse per pubblicizzare la sua nuova FIAT Tipo 4.
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